THE WAY OF SUCCESS: intervista a Vincenzo Nisco


Rainbow Academy inaugura la nuova rubrica The Way of Success, una serie di interviste per permettere ai tanti appassionati di computer grafica di conoscere più da vicino i grandi talenti e artisti dell’Animazione, Visual Effects e Videogames di casa Rainbow.

Un nuovo appuntamento che intende essere un punto di incontro tra appassionati e professionisti, in cui potersi confrontare, riconoscere e allo stesso tempo trovare sempre nuovi spunti di ispirazione. Abbiamo scelto infatti di dar voce a grandi protagonisti come i Direttori e Supervisori delle Produzioni di Rainbow CGI docenti dei nostri Master e Corsi e allo stesso tempo anche a chi è partito dalla propria passione, studiando in Rainbow Academy e che poi ha spiccato il volo riuscendo a diventare professionista affermato.

Un’opportunità preziosa per poter comprendere meglio quante e quali figure professionali popolano il ricchissimo e variegato mondo della computer grafica e allo stesso tempo per nutrire la propria passione imparando dalle esperienze di chi ce l’ha fatta.

Inauguriamo The Way of Success con la prima intervista che ci permetterà di conoscere meglio Vincenzo Nisco, Art Director di Rainbow CGI e Direttore Artistico di Rainbow Academy.

Ciao Vincenzo, come è nata la tua passione per il fumetto e l’animazione?

Diciamo che prima è nata la mia passione per il disegno. Da piccolo preferivo giocare con matite e carta piuttosto che con i giocattoli come faceva la maggior parte dei miei coetanei. Gli anni settanta hanno visto l’invasione delle edicole da parte dei Supereroi Marvel! Quello è stato il primo approccio alla passione per i comics.

Quali sono stati i Maestri a cui ti sei ispirato? Hai subito la loro influenza artistica nelle tue scelte professionali?

… sicuramente  lo stile, la tecnica degli artisti che preferivo, mi hanno influenzato molto. Alex Raymond ad esempio con Gordon, Rip Kirby…! John Buscema e Neal Adams  con  i Marvel. Poi i grandi maestri italiani, Battaglia, Tacconi, Breccia.

Molti ragazzi sognano di intraprendere questa carriera e creare i personaggi più famosi della storia del cinema, per loro tu sei un punto di riferimento, un modello da seguire. Puoi raccontarci come è iniziata la tua carriera e come sei approdato in Rainbow?

La mia carriera è stata estremamente intensa, artisticamente a 360°. Fumetti e pubblicità negli anni ’70-80, primi esperimenti di animazione con l’avvento delle TV private, poi l’estero con esperienze varie tra Asia, Stati Uniti e Australia e poi la decisione di rientrare in Italia per mettere a disposizione la mia esperienza internazionale a favore del cinema d’animazione italiano!

Per molti anni hai lavorato alla Disney di Sydney in Australia, collaborando alla realizzazione di ben 12 sequel di noti lungometraggi animati. Puoi raccontarci qualcosa di quell’esperienza? Qual è la principale differenza con la realtà italiana dell’animazione?

Disney è prima di tutto una scuola, dove quando entri a far parte del team, è come se tu venissi proiettato in un altro mondo….resettando quello fatto fino ad allora. Nulla era lasciato al  caso…. Ho studiato il comportamento dei numerosi cani addestrati, liberi negli “Studios” quando ho lavorato a films come Lilli e il Vagabondo,  giornate su vascelli d’epoca quando ho lavorato a Peter Pan, cosi’ come l’impegno nel disegno estemporaneo nei boschi australiani quando ho lavorato a Bambi o i tanti disegni dei gorilla nel bellissimo parco zoologico di Sydney. Questo tipo di realtà artistico-produttive, diventano difficili da proiettare in una realtà italiana, questo per via della quantità di investimenti/budget dettati dalle ovvie differenze tra il mercato americano ed europeo.

Quali sono gli elementi che ritieni fondamentali nella definizione di un personaggio di successo oppure di un’ambientazione che resti impressa nella memoria dello spettatore?

Le due cose non vanno separate, diciamo che sono la fusione di due elementi importanti a dare vita a quella che è la base più importante dalla quale si parte, cioè la storia, l’originalità di quest’ultima, l’idea!

Attualmente sei Direttore Artistico di Rainbow CGI – Animation Studios, in cosa consiste il lavoro dell’Art Director per una società di Produzione 3D?

Seguire le produzioni dall’inizio alla fine, facendo attenzione che venga mantenuta la qualità e  la continuità dello stile attraverso i passaggi nei vari step di produzione.

Qual è la produzione che più ti ha appassionato? Quali le maggiori sfide affrontate e il più grande risultato di cui sei soddisfatto?

Tarzan 2 e Bambi 2 per aver condiviso queste esperienze con artisti come Glenn Keane e Andreas Dejas, mostri sacri dell’animazione Disney. Per Bambi anche la soddisfazione di aver preso un Award come “The best layout artist”. Poi successivamente Winx 1 con Rainbow CGI, grande sfida artistica e produttiva nella produzione del primo lungometraggio italiano in 3D.

Il tuo ruolo ti porta a gestire e mediare tra tante menti creative, appassionate e allo stesso tempo molto diverse tra loro come quelle degli artisti, dei tecnici e della Produzione. Come si riesce a conciliare le diverse esigenze, senza mai tralasciare l’attenzione per l’aspetto artistico?

Sono sfide che si portano avanti come team, avendo tutti gli stessi obiettivi. Essendo tutti professionisti del settore, i compromessi artistico-caratteriali basate sulle esigenze di ognuno, sono alla base della riuscita di un progetto.

Nel 2006 sei stato insignito del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica dal presidente Napolitano per meriti internazionali straordinari. Ci racconti cosa hai pensato quando lo hai saputo e come ci si sente nel ricevere questo riconoscimento così prestigioso?

È stata sicuramente un’ inaspettata ed ovviamente gratificante sorpresa. Ero a Sydney e fui chiamato ad un incontro con il Console italiano che mi comunicò la nomina conferita attraverso il nostro Ministero degli Esteri.

Qual è il consiglio che ti senti di dare ai ragazzi che sentono dentro di sé una grande creatività, che hanno una forte passione per il disegno e che decidono di coltivare e investire sul proprio talento. In altre parole cosa diresti a quei ragazzi che vogliono fare questo lavoro?

Di forzare ogni giorno le proprie capacità, passioni, volontà, guardando e studiando il lavoro fatto dai propri “maestri”, lavorando tanto e puntando a quegli obiettivi che si raggiungono soltanto credendo in se stessi e in quello che si sta facendo.